Il calco, pratica molto spesso definita poco "nobile", sta alla base di riproduzioni fedeli dell'opera originaria o, come nel nostro caso, può aiutare lo scultore nella realizzazione primaria di strutture atte poi ad essere ulteriormente lavorate e definite |

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Naturalmente la fase iniziale consiste nella individuazione o nella modellazione della forma da riprodurre (in questo caso una struttura per un busto). Saranno da evitarsi difficoltosi sottosquadra, increspature e forme troppo sporgenti. |
Dal busto grezzamente modellato in cui però devono già risaltare forme e profili simmetrici procediamo alla bozzatura dei più importanti elementi del volto (bocca, naso, arcate sopraciliari e fronte) |

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Passiamo quindi a dividere il nostro "originale" con dei separatori opportuni (lamelle di acciaio armonico o, come in questo caso con dei bigliettini da visita plastificati) |
Prima di iniziare la colata vera e propria spruzziamo nell'originale un liquido distaccante o una soluzione di acqua e sapone (di Marsiglia preferibilmente). Successivamente iniziamo a ricoprire con del gesso appena preparato e ancora liquido la nostra forma originale avendo cura che non si formino bolle d'aria e fessurazioni. |

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Una volta terminata la prima colata e verificato per quanto possibile l'uniformità dello spessore, si procede togliendo i separatori |

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Se osservando il profilo creatosi notiamo delle anomalie nello spessore possiamo intervenire subito aggiungendo altro gesso. |
Arrivati a questo punto la prima metà dello stampo è terminata |

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Passiamo quindi a levigare meglio il bordo creatosi e a praticare dei fori regolari lungo lo spessore (detti incontri) che una volta riempiti con il gesso della seconda metà fungeranno da punti di riferimento obbligati per la chiusura dello stampo |
Si procede a questo punto alla seconda colata di gesso che terminerà di coprire l'intera forma avendo cura però che quest'ultima vada a sormontare i bordi della prima |

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Attraverso degli scalpelli o delle leve di dividono le due metà lasciando libero l'originale |
Con qualche piccola ammaccatura dovuta essenzialmente alla fase di estrazione la forma originale ritorna libera (è preferibile non riutilizzare questa argilla se non per la creazione di ulteriori stampi in quanto, essendo certamente deteriorata per la presenza di piccole schegge di gesso, potrebbe rompersi o fessurarsi in fase di cottura) |

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Finalmente ecco la prima matrice |
Bisogna però pulirla accuratamente in modo da eliminare tracce e macchie d'argilla e mettere alla luce eventuali imperfezioni |

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Nel caso di piccole crepe, bolle d'aria o mancanza di materiale, procederemo ad aggiungere e levigare con del nuovo gesso, non prima però di aver praticato attorno ai difetti dei piccoli fori trasversali che ne facilitino l'ancoraggio |
A stampo completamente asciutto, una piccola levigatura interna con della lana d'acciaio finissima e la nostra matrice è pronta |

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Non ci resta a questo punto che decidere come procedere. Potremo utilizzare il nostro stampo per una colata d'argilla, di gesso, di cera oppure rivestirlo direttamente con la creta esercitando una leggera pressione con le mani |